You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Il lettore sarà stupito dal carattere “pratico” di questo testo. Quasi tutti i capitoli, introducendo il tema affrontato nello specifico, pongono la domanda “come fare” e a questa domanda danno risposte. Le risposte sono a loro volta declinate per mezzo di resoconti di sedute psicoterapeutiche. Vediamone subito un esempio: il secondo capitolo tratta della necessità di contestare l'idea che vi sia “un” problema nella famiglia e che tale problema sia incarnato da “un” componente del nucleo familiare. Questo è il modo in cui la famiglia generalmente si presenta alla prima seduta, con una sorta di visione codificata del problema e di “diagnosi già fatta”, in base alle quali si chiede al terapeuta di occuparsi del membro problematico del nucleo familiare: come se la famiglia in quanto tale dovesse assolutamente rimanerne al di fuori, perché “sana”. Si tratta allora di lavorare sulla rappresentazione del paziente designato, del portatore del sintomo ma, appunto, in che modo? Non è facile iniziare una seduta con la famiglia avendo l'obiettivo di aprire la comunicazione e instaurare un rapporto di fiducia e, nello stesso tempo, criticare una certezza diffusa e consolidata, in sostanza affermando che la famiglia “sbaglia” a vedere la questioni in certi termini. È dunque illustrata una modalità di entrare nella famiglia (dalla porta di accesso, cioè dai sintomi manifesti) scardinando la visione individualistica e aprendo la visione sistemica per mezzo di una seduta iniziale con una famiglia di una ragazza anoressica. Si tratta di una seduta condotta da Minuchin negli anni 1970: una seduta che Minuchin decide di fissare a mezzogiorno chiedendo alla madre di portare ciò che di solito cucinava a casa per pranzo e organizzando l'incontro di due ore per consumare il pranzo tutti insieme. In tal modo Minuchin avrebbe visto il problema della figlia anoressica in presa diretta!
Altri due capitoli di sicuro interesse sono quelli che trattano dello stile del terapeuta - qui Minuchin (na