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In questo libro si racconta un'esperienza peculiare, in cui si sviluppa una serie di riflessioni “per” e “con” il lettore sui servizi di consulenza psicologica per gli studenti universitari, iniziando con l'esame delle prospettive e delle motivazioni che sono alla base di tali iniziative. Il testo è suddiviso in tre parti: le prime due sono centrate sulla realtà sociale e sulla dimensione clinica, mentre la terza propone alcuni spunti di analisi in un'ottica di valutazione dell'esperienza stessa. Il contesto è l'Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Venezia, in particolare il Centro di Orientamento e di Consulenza Psicologica che affonda le sue radici agli inizi degli anni 1980, quando fu chiamato a gettarne le basi uno degli Autori, Pierpaolo Luderin. Il primo capitolo narra la storia dell'iniziativa; successivamente il lettore si confronta con le problematiche emerse nel trattamento di giovani adulti sullo sfondo dei dati di base che mostrano 878 soggetti richiedenti il counseling tra il 1998 e il 2011. Il genere di intervento che è stato proposto evidenzia la necessità di mantenere e controllare il bilanciamento tra realtà interna dello studente preso in carico, realtà sociale, ambiente istituzionale, e possibilità concreta di realizzare incontri significativi nel contesto specifico. Ma anche altri fattori, come le modalità di approccio al Servizio, le tipologie di richiesta e la varietà dei problemi portati dagli studenti (l'ansia generalizzata è al primo posto), descritte nel quinto e sesto capitolo da Anna Tortorella, mostrano quali e quante variabili possano complicare il lavoro clinico. I capitoli successivi trattano delle modalità del counseling e dei suoi effetti maturativi, mentre nel nono capitolo Marta Boni affronta la tematica legata all'orientamento. Le riflessioni che si propongono nella parte finale del testo ruotano intorno al tema della supervisione - effettuata dal 1996 al 2011 con incontri mensili di due ore circa - e a q