You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Anche in Italia giunge l'onda lunga della Janet Renaissance, della ripresa di interesse verso una figura che troppo semplicisticamente è stata relegata alla storia della psicologia clinica e della psichiatria, perdendo di vista lo spessore dello studioso e del clinico, e trascurando l'insieme della sua opera. Un'opera poliedrica che l'editore parigino L'Harmattan (editions-harmattan.fr) ha voluto recuperare e a cui ha ridato vita per mezzo dei ventotto testi finora dati nuovamente alle stampe. Tra questi figurano opere di particolare interesse come Les névroses , i tre volumi di Les médications psychologiques , e ancora le Conférences à la Salpêtrière suivies de l'oeuvre psychologique de Charcot, tenute da Janet nei mesi di marzo-aprile del 1892. Inoltre lo stesso editore ha pubblicato diversi saggi su Janet tra i quali si segnala Lecture psychanalytique de Pierre Janet, di Abdelmajid Mansouri, del 2011.
Leggere Janet (Parigi, 30 maggio 1859 - 24 febbraio 1947) significa confrontarsi con un clinico di prim'ordine, con una persona il cui intuito e la cui esperienza sono ancora oggi di grande importanza per la comprensione dell'essere umano e della relazione tra terapeuta e paziente. L'impegno che Janet ha prodotto sul versante della “clinica” intesa nel senso più ampio e più alto lo ha portato a indagare incessantemente