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Questo volume, frutto del lavoro di sessantuno autori, vuole celebrare il centenario dell'IPA con uno sguardo non nostalgico sul passato e un'apertura colma di speranze verso il futuro. I cinquanta capitoli (ivi compresa l'Introduzione a firma dei curatori) risultano ben calibrati nell'offrire al lettore una visione globale della psicoanalisi internazionale, evitando sia il ripiegamento sul passato e l'esegesi del tempo che fu, sia l'enfasi sugli sviluppi che sono attualmente in corso e che aprono le porte della psicoanalisi in direzioni geografiche (ma non solo) fino a ieri impensabili come, ad esempio, l'Africa, la Cina e il Giappone. A ben vedere, una gran parte dell'opera è costruita intorno al parametro geografico, e i capitoli sono scanditi dal semplice nome della nazione a cui fanno riferimento: la prima parte è dedicata all'Europa, e si apre con il capitolo “Austria”, in ossequio alle radici storiche della psicoanalisi. Seguono altri diciassette capitoli, ed è da notare la peculiarità che contraddistingue alcune nazioni rappresentate non da una bensì da due associazioni di psicoanalisi: ciò vale per la Germania, la Svezia, la Spagna e, naturalmente, l'Italia (realtà in cui coesistono la tradizionale Società Psicoanalitica Italiana [SPI] e la giovane Associazione Italiana