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Libri sui vantaggi della formazione e sui metodi “di successo” sono presenti in forza nello scenario editoriale dedicato all'apprendimento degli adulti nelle organizzazioni di lavoro. Al di là dei filoni di pensiero sulla formazione e al di là della manualistica in proposito, nella realtà della vita lavorativa e tra i professionisti della formazione i dubbi o le prassi disfunzionali, che accompagnano l'ottimismo ufficiale e talvolta “di facciata” sull'effettiva utilità delle attività formative, sono più diffusi di quanto sembrerebbe. Ecco dunque l'originalità che segna l'uscita di questo testo in cui l'Autore espone un'analisi su cause e rimedi riguardo ai processi formativi, per approdare a logiche che privilegino realmente una formazione utile e sostenibile (come recita il sottotitolo).
Il volume è articolato in quattro parti. Il punto di partenza è costituito da uno sguardo d'insieme sul mondo della formazione nell'ambito delle imprese private e del pubblico impiego, un mondo animato da una convegnistica non sempre di spessore e da slogan che rincorrono metafore “alla moda”, ma anche da ciò che Castiello d'Antonio definisce la “de-formazione” delle persone: frutto di approcci che caratterizzano quei “tuttologi” ampiamente presenti in ogni campo professionale. La seconda parte del testo è dedicata alla “formazione distruttiva”: sono qui focalizzate le principali cause dei fallimenti formativi in relazione alle fasi in cui si snoda il processo di formazione, dalla pianificazione fino all'influenza di particolari fenomeni quali il “bullismo d'aula”, che il lettore certamente riconoscerà come modo di vivere l'aula espresso da qualche collega “difficile” in qualità di partecipante al corso. Inoltre, sono identificate quelle pericolose collusioni tra partecipante e formatore derivanti da atteggiamenti assunti da docenti di varie tipologie e nel testo ben descritte. Questa terza parte è corredata al termine di ogni capitolo da “vignette illustrative” che mostrano esempi