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Questo piccolo libro che compare nella prestigiosa collana dell'editore Karnac “The History of Psychoanalysis”, diretta da Brett Kahr insieme a Peter L. Rudnytsky, rappresenta l'opportunità di un vero e proprio recupero di una figura troppo spesso dimenticata o marginalizzata nella storia della psicoanalisi. Franz Gabriel Alexander (nato a Budapest il 22 gennaio 1891 e scomparso a Palm Springs, in California, l'8
marzo 1964) ha offerto contributi di rilievo in almeno quattro campi dell'indagine clinica: la psicosomatica (insieme con Dunbar, Cobb, Binger e altri fondò nel 1939 la rivista Psychosomatic Medicine e, in traduzione italiana, è disponibile Medicina psicosomatica . Firenze: Giunti-Barbèra, ); la psicoanalisi applicata alla criminologia (abbastanza noto è il lavoro che scrisse nel con Hugo Staub, consultabile in italiano nella seconda edizione riveduta del , Il delinquente, il giudice e il pubblico. Milano: Giuffré, ); la Psicologia dell'Io, di cui Alexander è considerato un esponente pur se “laterale” (rispetto a figure quali Heinz Hartmann); la psicoterapia, le terapie brevi e la tecnica terapeutica (si veda The Scope of Psychoanalysis: . Selected Papers of Franz Alexander. New York: Basic Books, ). Egli inoltre si è impegnato nella fondazione empirica della psicoanalisi lavorando su ampi campioni di casi clinici, oltre ad aver offerto dei contributi importanti di storiografia della psichiatria e della psicoanalisi come è testimoniato dal lavoro scritto nel 1966 con Sheldon T. Selesnick, Storia della psichiatria (Roma: Newton Compton, ).
Alexander, come emerge sia dalla magistrale Prefazione a firma di Brett Kahr, sia dagli spunti biografici a firma di sua nipote Ilonka Venier Alexander (psicoterapeuta e clinical social worker nel campo della salute mentale), è sempre stato un uomo dalla mente aperta, incline a porre la psicoanalisi nell'area delle discipline sottoposte a verifica, andando al di là della prassi diffusa dell'illustrazione del caso singolo