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David Irvin Yalom è nato a Washington il 13 giugno 1931. Soprannominato “il grande vecchio della psichiatria americana”, è oggi un anziano signore dallo sguardo penetrante che nel suo sito Internet yalom.com si definisce, nell'ordine, psicoterapeuta, scrittore e professore emerito di psichiatria alla Stanford University School of Medicine. Il dono della terapia è uno degli scritti di Yalom situati a cavallo tra il romanzo e la divulgazione scientifica di alto livello. È anche un bestseller internazionale, come molti altri suoi lavori - ad esempio Le lacrime di Nietzsche , Sul lettino di Freud , La cura Schopenhauer e Il problema Spinoza , tutti tradotti in italiano dall'editore Neri Pozza rispettivamente nel 2006, 2015, 2005 e 2012 - e forse tale caratteristica potrà infastidire qualcuno. Sicuramente Yalom non è un “ortodosso”: il suo orientamento psicoterapeutico, dinamico ed esistenziale, si colloca in un'area intermedia ove rischia di suscitare più scetticismi che approvazioni. Ma scorrere le pagine (lievi e dense allo stesso tempo e, in ogni caso, colme di saggezza clinica) è un vero piacere per chiunque abbia maturato un po' di esperienza con gli esseri umani che denominiamo “pazienti”.
Questo libro è suddiviso in ben 85 brevi capitoli, incorniciati dalla “Introduzione”, dai “Ringraziamenti” e da “Nuovi pensieri, nuovi sviluppi”, un capitolo in cui l'Autore riflette sulla sua esperienza e fornisce nuove chiavi di lettura e di riflessione. La chiusura è affidata a “Una conversazione con Irvin D. Yalom”, sei pagine in cui l'Autore parla di sé, della sua storia e della sua vita attuale. Ma, in realtà, in tutto il libro Yalom parla di se stesso come uomo prima ancora che come terapeuta, dichiarando di voler trasmettere ai giovani ciò che ha appreso ed esprimendo preoccupazione per il progressivo distanziamento della psichiatria dalla psicoterapia: tra le numerose osservazioni critiche che l'autore propone si colloca l'attacco contro la pressione