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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Penso che le “teorie centrali” proposte da Freud sono sempre importanti. Non scelgo nessuna teoria particolare poiché questo sarebbe un errore. Leggere Freud significa essere testimoni dell'evoluzione del pensiero psicoanalitico e farne parte.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Penso che Freud debba essere letto da tutte le generazioni di psicoanalisti, e che sia sempre nuovo. Da questa prospettiva, mentre come tanti anch'io ammiro le opere di Melanie Klein, Winnicott, Bion, Lacan e altri, messe tutte insieme esse neppure si avvicinano alle suggestive e profonde visioni di Freud.
3) A suo parere cosa caratterizza la cosiddetta “psicoanalisi contemporanea”, e quando si può dire abbia avuto inizio?
Penso che la caratteristica principale della psicoanalisi contemporanea sia una sopravvalutazione degli autori contemporanei. Credo che questa hybris sia una caratteristica della mia generazione e che sia estremamente negativa. Forse la prossima generazione sarà meno incline ad adulare se stessa.
4) Cosa pensa della proliferazione di “scuole” psicoanalitiche?
Credo che tutte le nuove scuole di solito propongano una nuova concezione della mente e del Sé e che sono essenziali alla crescita del pensiero.
5) Identità della psicoanalisi e psicoterapia: come può essere impostato questo problema?
Tutti gli psicoanalisti fanno psicoterapia all'interno dell'analisi quando consapevolmente cercano di aiutare un analizzando.