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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Rispondo qui anche ad alcune altre domande, in particolare alla domanda n. 11, suddividendo la mia risposta in tre aspetti.
La cura della “parola”. Per me il continuo mistero della psicoanalisi, fin da quando ho iniziato a riflettere, scrivere o fare esperienza in questo campo, è il fatto che le parole che vanno avanti e indietro tra terapeuta e paziente possano provocare un cambiamento in sistemi emotivi e fisiologici. Come possono le parole parlate, che sono effimere, prive di sostanza fisica, avere duraturi effetti emotivi e fisiologici? Il potere del linguaggio è un principio talmente fondamentale del processo terapeutico che tende a essere sottovalutato. Tutte le terapie psicosociali oggi praticate si basano su questo principio della “cura della parola”: questo è uno dei più grandi contributi della psicoanalisi alla terapia psicologica, indipendentemente dal fatto che la psicoanalisi sia accettata o meno.
Nella psicoterapia, così come in molti tipi di terapie mediche e chirurgiche, i trattamenti spesso sono applicati senza che siano compresi i loro meccanismi di azione. I ricercatori ora cercano di studiare i meccanismi chimici e biologici che sono alla base dei disturbi emotivi e del cambiamento terapeutico; deve essere ugualmente studiata anche l'operazione dei meccanismi linguistici (qui includo le relative caratteristiche paralinguistiche come il tono della voce, il ritmo del discorso, la mimica e l'espressione facciale che operano assieme alle parole nella rete del sistema linguistico).
Vorrei aggiungere che ritengo che il metodo delle associazioni libere è stato un contributo della psicoanalisi che ha un potere speciale. Non sono sicura che vi sia alcun altro contesto che renda possibile una esperienza simile di esplorazione di sé all'interno di una relazione interpersonale. Il fatto che il paziente gradualmente riesca a impegnarsi in modo autentico in questo proce