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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Per me sono importanti tutti i concetti del metodo psicoanalitico, perché a mio parere il metodo (col quale intendo un particolare metodo scientifico qualitativo, non solo la tecnica terapeutica) è più avanti della teoria, non solo nella storia della psicoanalisi ma anche nella psicoanalisi contemporanea.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
A me sembra che oggi sia più importante che gli analisti collaborino tra loro piuttosto che diventino seguaci per esempio di Bion o di Lacan, o che insistano nell'essere freudiani; soprattutto nella ricerca in psicoterapia abbiamo bisogno di collaborazioni multicentriche, anche se raccomanderei il Trattato di terapia psicoanalitica di Thomä & Kächele (1985, 1988, 2006), recentemente uscito in una nuova edizione in tre volumi e con molti collaboratori, tradotto in diverse lingue (si veda a questo proposito anche la mia risposta alla domanda n. 5, sulla proliferazione delle “scuole”).
3) A suo parere cosa caratterizza la cosiddetta “psicoanalisi contemporanea”, e quando si può dire abbia avuto inizio?
A mio parere la psicoanalisi contemporanea è iniziata nel 1985 con due importanti pubblicazioni: il primo volume del Trattato di terapia psicoanalitica di Thomä & Kächele (1985) (vedi la mia risposta alla domanda precedente) e il libro di Daniel N. Stern (1985) Il mondo interpersonale del bambino. Negli anni seguenti è uscita poi l'efficace critica di Mark Solms (1997) alla teoria di Hobson (2002) sul sogno come “cestino dei rifiuti”. Questi cambiamenti sono stati ampiamente influenzati dal lavoro teorico e di ricerca di Merton M.