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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
La psicoanalisi è una disciplina che si occupa del vivente. Propone una teoria dinamica del funzionamento psicosomatico di un soggetto che ha la necessità di conservare una certa coesione, pur nel continuo modificarsi delle dinamiche interne, sia nel momento presente sia nel corso dello sviluppo, e che è in una relazione di scambio strutturale con altro da sé. La psicoanalisi è al tempo stesso una teoria basata su alcuni parametri concettuali forti e una teoria capace di descrivere continue vicende dinamiche evolutive e trasformative del soggetto e delle sue relazioni.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Gli sviluppi attuali della psicoanalisi vedono un'ampia produzione di riflessioni teorico-cliniche che rappresentano sviluppi, sia pure molto ricchi e articolati, dei fondamenti dei grandi autori classici a cui si riferiscono (Freud, Klein, Winnicott, Bion). Forse l'autore più originale che ha aperto a nuove prospettive per lo studio dell'apparato psichico inconscio gruppale a cominciare dal sogno è René Kaës (2007). Egli ritiene che ci sia un'esigenza di lavoro psichico, imposta al soggetto dall'inconscio, nel suo doppio fondamento, biologico (il corpo) e intersoggettivo. Il soggetto è abitato anche dall'inconscio gruppale, ed è sempre meno padrone a casa propria.
3) A suo parere cosa caratterizza la cosiddetta “psicoanalisi contemporanea”, e quando si può dire abbia avuto inizio?
4) Cosa pensa della proliferazione di “scuole” psicoanalitiche?
La cosiddetta “psicoanalisi contemporanea” è caratterizzata dall'importanza data agli aspetti relazionali, sia nella costruzione del soggetto, sia nella