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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Sono particolarmente interessato al rapporto tra la teoria psicoanalitica classica e quella moderna, specialmente per quanto riguarda la comprensione psicoanalitica dei disturbi di personalità. Mi interessano anche i problemi di tecnica e il modo in cui la tecnica classica può essere modificata nell'interesse dei pazienti con disturbi di personalità. La tecnica cambia molto più lentamente della teoria. La teoria raramente influenza la tecnica. La tecnica riguarda la moderna identità psicoanalitica molto più della teoria. Uno può credere quasi tutto riguardo alla mente umana fintantoché ha un lettino nello studio e vede pazienti con sufficiente frequenza da soddisfare i criteri della psicoanalisi.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Il mio training è stato freudiano e, al suo interno, i miei maestri Joseph Sandler e sua moglie Anne-Marie hanno avuto di gran lunga il maggiore impatto sul mio pensiero. Ho conosciuto John Bowlby abbastanza bene. Era un uomo insolito, molto bravo nella teoria ma difficile a livello interpersonale. Rispetto agli autori post-freudiani, ho imparato soprattutto da alcuni dei principali autori kleiniani ma sono stato influenzato in modo significativo anche dagli autori del middle group e della tradizione relazionale nordamericana.
3) A suo parere cosa caratterizza la cosiddetta “psicoanalisi contemporanea”, e quando si può dire abbia avuto inizio?
Negli ultimi anni 1970 e nei primi anni 1980 molte scuole psicoanalitiche si sono avvicinate a una visione condivisa della mente che ha le sue radici nelle