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Freud ha concepito la psicoanalisi in tre modi: come teoria della natura umana, come metodo di ricerca e come terapia. Questi tre ruoli se la sono cavata in modi diversi nel corso della storia della psicoanalisi, ed è probabile che avranno anche destini diversi.
La teoria psicoanalitica è stata sorprendentemente robusta nel suo nucleo, ma alla periferia è risultata sbagliata e a volte persino sciocca. Tre decenni prima di Freud, Darwin aveva già rivoluzionato la psicologia e la filosofia con tre incredibili intuizioni: 1) la natura umana si è evoluta dai suoi antenati animali nello stesso modo con cui si sono evolute le nostre strutture corporee, attraverso una selezione naturale e in particolar modo sessuale; 2) i nostri istinti ereditati, interagendo con l'ambiente, governano gran parte del nostro comportamento; 3) le nostre motivazioni spesso agiscono al di fuori della consapevolezza e senza subire molta influenza da parte del controllo razionale. Freud vestì lo scheletro delle teorie darwiniane in modo elegante ed esaustivo con esempi ricchi e convincenti tratti dalle sue interpretazioni dei sintomi psichiatrici, dai sogni, dalla psicopatologia della vita quotidiana, dai miti, dalla letteratura e dai dati antropologici. Le sue osservazioni descrittive sul potere dei pensieri e dei conflitti inconsci sono state in buona parte confermate dagli strumenti delle moderne scienze cognitive e delle neuroscienze, di solito senza dargli il credito che si merita. Freud probabilmente ai suoi tempi è stato sopravvalutato, e in sèguito, in modo compensatorio, sottovalutato.
Non sorprende tuttavia che Freud abbia avuto molto meno successo nei suoi tentativi di fornire meccanismi causali che colleghino il cervello al comportamento. La sua teoria della libido e la sua metapsicologia sono stati tentativi di spiegazione creativi e plausibili considerando i primitivi strumenti delle neuroscienze all'epoca disponibili, ma oggi risultano antiquati e un po' bizzarri. Di questo non c'è n