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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
La sua storia, la sua epistemologia, e anche la cosiddetta “tecnica psicoanalitica”.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Ferenczi, che ha mostrato che è possibile un'altra interpretazione del pensiero psicoanalitico (che anche Freud per un certo periodo accettò), alternativa alla comprensione tradizionale; e Bion, che ha mostrato come sia possibile e utile ripensare in modo postmoderno le idee psicoanalitiche.
3) A suo parere cosa caratterizza la cosiddetta “psicoanalisi contemporanea”, e quando si può dire abbia avuto inizio?
Nacque dopo la Seconda guerra mondiale, sottolineando gli aspetti relazionali e soggettivi (in senso connotativo).
4) Cosa pensa della proliferazione di “scuole” psicoanalitiche?
È una buona cosa nella misura in cui possa rimanere aperto un dialogo e, attraverso di esso, si riesca a paragonare e chiarire le rispettive posizioni.
5) Identità della psicoanalisi e psicoterapia: come può essere impostato questo problema?
La psicoanalisi può avere effetti psicoterapeutici. Inoltre è probabile che obiettivi psicoterapeutici specifici richiedano metodi specifici (si pensi ai contributi di Franz Alexander, Michael Balint, David Malan, etc.).