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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Come psicoanalista clinica, docente universitaria e direttrice di un istituto di ricerca in psicoanalisi, il Sigmund-Freud-Institut di Francoforte, mi sento appassionata e anche grata per la rara possibilità di studiare le fantasie inconsce e i conflitti di individui, istituzioni, gruppi e culture che la psicoanalisi ha studiato durante i suoi oltre cento anni di storia. Non conosco nessun altro approccio psicoterapeutico che si sia dimostrato così fertile, creativo e stimolante come la psicoanalisi. Sono anche d'accordo con Eric Kandel (1999) che ha affermato che la psicoanalisi è ancora l'impresa intellettuale più differenziata ed entusiasmante per comprendere la mente umana: «Durante la prima metà del XX secolo la psicoanalisi ha rivoluzionato la nostra comprensione della vita mentale. Ha fornito una serie impressionante di nuove intuizioni sui processi mentali inconsci, sul determinismo psichico, sulla sessualità infantile e, cosa forse più importante di tutte, sull'irrazionalità delle motivazioni umane» (p. 505). Nello stesso tempo, sono d'accordo con Kandel e molti altri ricercatori e intellettuali che la psicoanalisi dovrebbe fare uso della ricchezza della sua ricerca clinica ed extraclinica (concettuale, empirica, sperimentale e interdisciplinare) allo scopo di mantenere la sua creatività e il suo potese innovativo come una scienza rivoluzionaria specifica dell'inconscio (Wissenschaft des Unbewußten) (vedi ad esempio Leuzinger-Bohleber, 2015a, 2015b).
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Sebbene io abbia una grande ammirazione per molti psicoanalisti contemporanei, sono convinta che lo stato della nostra disciplina - come accade per altri campi - dipende dalla creatività e innovazione dell'intera comunità scientifica, con molti ricercatori (clinici ed extraclinici) che contribuiscono con