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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Sono stata molto colpita, sin da quando ho cominciato l'analisi personale, da quanto vasta sia l'area della nostra esperienza che è inconscia, quante cose avvengano nei sogni, quanto automatiche siano le nostre difese e quanto radicate siano le principali narrative personali con cui le persone comprendono se stesse e il mondo; e sono quasi altrettanto profondamente colpita da quanto una relazione terapeutica possa influenzare così profondamente fenomeni automatici e di non facile accesso.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Dato che il mio principale interesse è nelle differenze individuali e nelle loro implicazioni per la psicoterapia, sono stata molto influenzata da Otto Kernberg, che ha dedicato il lavoro di una vita allo studio di queste differenze, specialmente in persone che pongono grandi sfide alla nostra capacità di comprensione e di cura.
3) A suo parere cosa caratterizza la cosiddetta “psicoanalisi contemporanea”, e quando si può dire abbia avuto inizio?
La psicoanalisi contemporanea copre un vasto territorio, dai kleiniani contemporanei al movimento relazionale americano e così via. È difficile generalizzare su un campo caratterizzato da così diverse premesse di base, sfumature