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Sebbene sia impossibile definire l'essenza dell'esperienza psicoanalitica, vi sono tre qualità di essa che, a mio parere, sono fondamentali.
In primo luogo, e questa è la cosa più importante, dobbiamo sempre rispettare le difese del paziente. Le difese psicologiche sono indispensabili per mantenere la salute mentale del paziente. Quando un paziente diventa folle, non solo perde la sua capacità di pensare, ma perde anche se stesso, e in questo senso muore, cioè non è più l'individuo che era. Io penso che l'analista sia un medico la cui prima responsabilità non è verso la psicoanalisi ma verso il benessere del paziente, cosa questa che fondamentalmente implica l'aiutarlo a rimanere se stesso mentre cerca di diventare ancora di più se stesso (è questo per me l'obiettivo della psicoanalisi).
In secondo luogo, l'analista deve reinventare la psicoanalisi con ogni paziente con cui lavora. Se un paziente ascoltasse il modo con cui io parlo a un altro paziente, rimarrebbe deluso perché il dialogo gli sembrerebbe troppo formale, troppo informale, troppo paterno, troppo fraterno, e così via. Il paziente che ascoltasse il dialogo analitico di un altro paziente potrebbe dirmi: “La riconosco come l'analista in questo dialogo col suo paziente, ma il modo