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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
Come psichiatra, quindi come medico, tratto pazienti con patologie di varia complessità. Quello che mi interessa di più della psicoanalisi è l'aspetto terapeutico, e ciò porta a un interesse maggiore per la patologia e la dinamica della terapia (di cosa si lamentano i pazienti? Di cosa soffrono? Come riescono a gestire le procedure e gli aspetti tecnici della terapia? A chi possiamo fare una terapia ispirata alla psicoanalisi?). Io deploro le “tendenze libertarie” e le critiche che provocano un allontanamento dalla pratica clinica, come ad esempio si vedono a volte nell'antropologia psicoanalitica, nell'applicazione della psicoanalisi all'arte, nelle critiche generiche al “medico-centrismo”, etc., che hanno generato una moltitudine di speculazioni aberranti, lontane dai casi clinici reali e dagli originari scopi terapeutici della psicoanalisi, e noncuranti della sofferenza dei pazienti.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Inizialmente mi sono sentito molto vicino a David Rapaport e alla sua scuola, per l'approccio chiaro nell'analisi delle basi scientifiche alla teoria della psicoanalisi. Mi dicono che questa scuola esiste tuttora1, e mi chiedo