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1) Quale aspetto della psicoanalisi la colpisce di più o su cui vorrebbe esprimere un commento?
A mio avviso la psicoanalisi, al di là delle sue applicazioni cliniche, è la sola teoria in grado di comprendere come funziona la psiche umana nelle situazioni più disparate: in tutte le età, dalla prima infanzia all'estrema vecchiaia fino alle soglie della morte, nei gruppi, nelle famiglie, nelle istituzioni e, in generale, in tutti i contesti importanti della vita relazionale. Essa permette di far luce sugli aspetti più significativi delle maggiori espressioni umane, in particolare l'arte e la creatività. Pur non potendo comprendere ogni cosa, tutto quanto riguarda la vita umana entra nel suo campo di interesse. Solo lei è oggi capace di uno sguardo così ampio.
Ritengo inoltre che il suo sia il modo più rispettoso di rapportarsi al soggetto, dal momento che si pone dal suo punto di vista, lo ascolta e cerca di coglierlo nella sua singolarità senza presupposti ideologici e idee preconcette.
2) Vi è un autore che ritiene particolarmente importante oggi in psicoanalisi e, nel caso, per quali motivi?
Gli aspetti della psicoanalisi che ho or ora indicati mi sembrano incarnati nella psicoanalisi contemporanea soprattutto da Winnicott. Egli ha ampiamente contribuito a rinnovare il nostro modo di vedere l'infanzia dando il giusto peso ai fattori ambientali e al loro effetto sull'insieme della vita psichica. A partire da ciò, ha permesso di vedere in modo nuovo molti problemi clinici ponendo l'accento sulle condizioni relazionali delle esperienze soggettive che più influiscono sulla salute mentale. Lo ha fatto servendosi di un linguaggio semplice anche quando si trattava di affrontare gli aspetti più complessi della vita psichica. Freud aveva descritto i grandi problemi che la psiche umana incontra dalla nascita alla morte, e Winnicott ci è stato indispensabile