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Una figlia immaginaria di Sigmund Freud, che qui viene chiamata “Psicoanalisi”, vuole sottoporsi a un'altra tranche di analisi e si corica sul lettino. Dice di soffrire di una “crisi di identità”, non sa più chi sono i suoi amanti leali e quale sarebbe la lettura corretta delle opere del suo padre. Da un lato pensa che Freud considerava la psicoanalisi come una no man's land, una terra di nessuno, borderline; dall'altro lato a Freud era chiaro che la psicoanalisi faceva parte del progetto dell'Aufklärung, dell'illuminismo, e la figlia, sempre sul lettino, si chiede se il progetto dell'illuminismo sia sempre valido, anche nella sua declinazione psicoanalitica. Lontano della definizione di Kant e sottoposta alla critica della scuola di Francoforte (la Dialettica dell'illuminismo di Horkheimer e Adorno), l'illuminismo è entrato in crisi, come è dimostrato da fenomeni quali il fascismo tedesco e l'Olocausto nazista, il crollo del progetto socialista e delle utopie, la crisi ecologica, la critica femminista, la critica “postmoderna”, il ritorno della religione in un mondo globalizzato.