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In questa rubrica compare la pubblicazione di materiali, editi o inediti, che tentano di ricostruire una specie di storia della psicologia, della psichiatria e della psicoterapia, a volte con la forza emozionale dell'aneddotica sottratta alle storiografie accademiche. La rubrica si sviluppa lungo tre filoni: uno è quello dell'analisi delle varie stereotipie psicoanalitiche nelle loro declinazioni e del modo con cui è stata trasmessa la teoria della tecnica; il secondo è la ricostruzione di pezzi della storia italiana del settore, nell'ottica che è sempre stata del gruppo di Psicoterapia e Scienze Umane; il terzo filone è costituito dalla ristampa di articoli “d'epoca” rilevanti per il dibattito attuale. Al sito Internet psicoterapiaescienzeumane.it vi è l'elenco di tutti i documenti pubblicati nella rubrica.
Col titolo “Un progetto e un percorso”, nelle “Tracce” del n. 2/2016 di questa rivista abbiamo pubblicato due documenti che presentano due tappe della nostra azione, come gruppo, nel quadro della questione “psicoterapia” come approccio complessivo alla formazione possibile di uno psichiatra, piuttosto che uno dei tanti segmenti del pulviscolo degli specialismi. In questo numero presentiamo un progetto articolato, proposto nella Giornata di studio dell'11 dicembre 1966, da noi organizzata. Il progetto non rimase sulla carta come documento di speranza velleitaria ma, nel 1967, era già in atto presso l'Ospedale Psichiatrico di Sondrio, diretto da Mario Declich. Bianca Ceresara Declich, nel quadro dell'Istituto Sondriese per la Storia della Resistenza e dell'Età Contemporanea (ISSREC), ha curato la pubblicazione di un Quaderno, il n. 11/12 del 2014, dal titolo Scorci del Novecento in Valtellina. Donne uomini istituzioni (si rimanda alla segnalazione a p. 508-509 della rubrica “Recensioni” del n. 3/2015). Nel capitolo dal titolo “1967: l'Ospedale Psichiatrico Provinciale di Sondrio è