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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico, in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o una ulteriore sistematizzazione teorica. La rubrica è costituita da:
presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicare i propri riferimenti teorici (massimo 30.000 battute)
interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 10.000 battute)
interventi dei lettori e dibattito (massimo 6.000 battute)
Si ricordi che per battute si intendono anche gli spazi. I contributi vanno inviati per E-Mail a <>, <> e <>. L'elenco di tutti i casi clinici pubblicati sulla rivista dal 1987 è alla pagina Internet .
Nota redazionale. Nella rubrica “Casi clinici” di questo numero della rivista, in occasione del Cinquantesimo Anniversario, abbiamo pensato di pubblicare un caso clinico particolare, presentato da Berta Neumann nella Seduta serale di mercoledì 12 dicembre 1962 al Primo “Corso di aggiornamento” organizzato dal “Gruppo Milanese per lo Sviluppo della Psicoterapia” (che poi prenderà il nome di Psicoterapia e Scienze Umane). Berta Neumann (14 gennaio 1894 - 21 dicembre 1976) faceva parte del “Gruppo Milanese” originario, che oltre a lei era composto da Pier Francesco Galli, Mara Selvini Palazzoli ed Enzo Spaltro. Ci fa piacere ricordarla, a quarant'anni dalla sua scomparsa, con la ripubblicazione di questo suo caso clinico che mostra bene il modo che aveva di lavorare con i pazienti gravi.
In quegli anni Berta Neumann collaborava con Virginio Porta , un neuropsichiatra tra i più importan