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Il ponderoso volume prende in considerazione le patologie che conseguono a ricorrenti tipi di trauma: quelli subiti dai soldati in azioni di guerra, ampiamente trattati dato il contesto nordamericano in cui l'Autore opera, poi stupri, incidenti automobilistici gravi, abusi continuativi sui minori, cui è pure dedicato ampio spazio a seguito dell'insospettata diffusione del fenomeno e degli scandali di preti pedofili, dando così - di fatto - man forte al revival del “trauma reale”, avviato a suo tempo in chiave antipsicoanalitica da Jeffrey Masson (Assalto alla verità. Milano: Mondadori, 1984; si veda anche l'articolo sul “caso Masson” nel n. 4/1984 di Psicoterapia e Scienze Umane). Mancano invece all'appello i traumi a séguito di catastrofi naturali e quelli subiti da civili nel corso di guerre e migrazioni forzate, meno presenti nel contesto nordamericano.
I sintomi largamente comuni giustificherebbero una trattazione unitaria a prescindere dal diverso tipo di evento traumatizzante, cosa su cui già si può discutere. In ogni caso i fattori d'ordine neurologico e biochimico, psicologico e relazionale, che intervengono al momento dell'evento traumatizzante e che concorrono alla formazione dei sintomi anche a distanza di anni sono ampiamente indagati nel quadro di una visione bio-psicologica della patologia e altresì socio-relazionale per quanto concerne gli abusi sui minori. Neppure il concorso di vulnerabilità ereditate è escluso dall'Autore, in un quadro di complessivo equilibrio tra fattori innati e fattori ambientali, facendosi