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Anche se il titolo originale non viene indicato nel colophon, questo libro è la traduzione della seconda edizione - dove Zac E. Imel si aggiunge come coautore - del volume di Bruce E. Wampold The Great Psychotherapy Debate, la cui prima edizione è del 2001 (non del 2011, come indicato all'inizio della Presentazione dell'edizione italiana). Si tratta di un testo importante, spesso citato, che cerca di fare il punto su alcuni nodi controversi del dibattito attuale relativo ai risultati della psicoterapia. Dopo un capitolo iniziale in cui si ripercorre la storia della ricerca sull'efficacia dei trattamenti in medicina e in psicoterapia, con l'illustrazione delle metodologie impiegate, il cap. 2 introduce quello che viene definito “modello contestuale”, alternativo al “modello medico”. Con l'uso rigoroso degli “studi randomizzati controllati” (RCT), il modello medico cerca di avvicinare il più possibile la ricerca in psicoterapia alla ricerca in medicina, con le difficoltà del caso. Come è noto, gli RCT, ritenuti da alcuni il gold standard della ricerca, presentano difficoltà se applicati alla psicoterapia (ad esempio non è possibile il doppio-cieco ed è problematico un utilizzo effettivo del placebo). Il modello medico prevede interventi “specifici”, relativamente indipendenti dalla personalità del terapeuta e dagli effetti della relazione interpersonale, mentre invece il modello contestuale proposto da Wampold assegna un grande valore a questi aspetti e anche ai cosiddetti “fattori comuni”, che ripetutamente emergono come rilevanti in tante ricerche. Il cap. 3 descrive il modello medico e lo mette a confronto con quello contestuale, facendo riferimento al concetto di “programmi di ricerca” del filosofo