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Il 7 marzo 1907 Carl Gustav Jung si reca a Vienna per incontrare di persona Sigmund Freud; nell'occasione è accompagnato dal venticinquenne Ludwig Binswanger (Kreuzlingen, Canton Turgovia, 13 aprile 1881 - 5 febbraio ), suo assistente volontario presso la Clinica Burghölzli di Zurigo, dove collabora agli esperimenti sull'associazione verbale. Ludwig è il giovane rampollo di una prestigiosa famiglia di psichiatri, proprietaria del rinomato Sanatorium Bellevue, fondato dal nonno di Ludwig; questi ne diventerà direttore tre anni più tardi a seguito della morte prematura del padre. La visita di Jung, annunciata a Freud per lettera il mese precedente, è foriera di importanti conseguenze per il movimento psicoanalitico; dal canto suo, Binswanger è destinato ad assumere un ruolo di rilievo nella psichiatria del Novecento, quale promotore dell'approccio fenomenologico in psichiatria e della Daseinsanalyse ispirata a Husserl e a Heidegger. Tra Freud e Binswanger, nonostante la differenza d'età, nasce una sincera amicizia, che si protrarrà per oltre trent'anni; Binswanger farà visita a Freud in tutto sei volte, mentre questi ricambierà in un'occasione; i due si incontreranno anche all'Aia al Congresso internazionale di psicoanalisi del 1920.
La traduzione italiana del carteggio Freud-Binswanger consta di 196 lettere, come da originali di Freud e dattiloscritti di Binswanger (a cui si aggiunge, rispetto all'edizione tedesca, un inedito). Si tratta di testimonianze preziose per la storia della psicoanalisi, con particolare riguardo alle vicende istituzionali del primo movimento psicoanalitico, alla vita privata e all'attività clinica di Freud; poche invece le tracce del pensiero psicopatologico di Binswanger. Come già notava Fornaro (2003) su queste stesse pagine, tra i due vi fu un “dialogo tra sordi”, intuendo Freud una certa ambivalenza