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Questo Handbook ha una storia che affonda le radici nel testo a cura di Eric Hollander, Joseph Zohar, Paul J. Sirovatka & Darrel A. Regier, Obsessive-Compulsive Spectrum Disorders. Refining the Research Agenda for DSM-V (Washington, D.C.: American Psychiatric Publishing, ), e nelle novità che sono state introdotte proprio con il DSM-5: in specie, l'aver inserito il disturbo ossessivo compulsivo in un settore a parte rispetto a quello in cui era precedentemente collocato, cioè l'area dei disturbi d'ansia. Questo cambiamento, a parere degli Autori, ha un impatto significativo nel migliorare le modalità con cui i clinici diagnosticano e trattano i pazienti che presentano l'ampio spettro delle situazioni che ruotano intorno alle tematiche ossessive e compulsive. Ma anche i ricercatori possono trovare in questa nuova sistemazione – che, va ricordato, comprende diverse configurazioni oltre al classico disturbo ossessivo-compulsivo – un diverso e più utile inquadramento di base (vedi le pp. 271–306 del DSM-5. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali. Milano: Raffaello Cortina, ).
Gli undici capitoli del testo, redatti da ventidue autori che sono stati tutti impegnati nei lavori dell'Obsessive-Compulsive Spectrum Sub-Work Group per lo sviluppo del DSM-5, coprono un'ampia serie di situazioni cliniche (dai disturbi da accumulo fino ai tic, alla tricotillomania e ai disturbi da escoriazione), prendendo in esame soprattutto i versanti fondamentali della diagnosi, della diagnosi differenziale e del trattamento. Circa questo secondo punto l'indicazione che percorre l'intero testo è quella della terapia cognitivo-comportamentale (Cognitive-Bahavioral Therapy [CBT]), considerata come il trattamento di prima linea insieme ai farmaci di ultima generazione, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (noti come SSRI, dall'inglese Selective Serotonin Reuptake Inhibitors). Un modesto spazio è poi riservato a ciò che è denominato “psicoeducazione”, mentre la t