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Questo testo di Ernest Falzeder rappresenta un'altra pietra miliare del percorso di studio e di ricerca dello studioso noto internazionalmente soprattutto per aver curato la corrispondenza di Freud con Karl Abraham e con Sándor Ferenczi, e per essere attualmente impegnato (nelle vesti di curatore e traduttore) nel progetto della Philemon Foundation, cioè la pubblicazione di tutte le opere inedite di Carl Gustav Jung. Oltre a ciò, Falzeder ha finora pubblicato almeno duecento saggi inerenti la teoria, la tecnica e la storia della psicoanalisi e della psicologia analitica.
La ricchezza dei contenuti e delle osservazioni che il ricercatore austriaco ha raccolto nei quindici capitoli di questo affascinante libro è difficilmente rappresentabile, dato che ogni capitolo contiene un'esplorazione su un particolare aspetto della storia e dello sviluppo del movimento psicoanalitico internazionale, e non solo. Infatti, il libro raccoglie una serie di scritti pubblicati da Falzeder sulle principali riviste internazionali, come l'International Journal of Psychoanalysis e l'International Forum of Psychoanalysis, e in testi come quello curato da Peter Loewenberg e Nellie L. Thompson, 100 Years of the IPA: The Centenary History of the International Psychoanalytical Association, 1910-2010: Evolution and Change (London: Karnac, ), segnalato a pp. 673-674 del n. 4/2015 di Psicoterapia e Scienze Umane.
Nel complesso Falzeder, tramite i sui scritti, pone il lettore di fronte a una serie di interrogativi sulla natura stessa della psicoanalisi nel senso della sua storia e del suo attuale divenire. Dal confronto tra la cosiddetta “psicoanalisi classica” e le nuove forme di analisi, fino agli accorgimenti tecnici compreso l'utilizzo o non del divano, molte questioni fanno riflettere sulla vera natura di certe antinomie, sul senso delle stesse (almeno lette con gli occhi di oggi), e sull'apparente opposizione tra una tecnica “standard”, e solo per questo ritenuta in ogni caso valida, rispetto a