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Nel corso delle poche pagine di questo piacevole e intenso libro, Paul Hermann Ornstein (nato il 4 aprile del 1924 a Hajdunanas, in Ungheria, e deceduto a 92 anni il 19 gennaio 2017 a Brookline, Massachusetts) ripercorre l'intera sua vita, soffermandosi soprattutto su due fasi. La prima concerne la sua esperienza europea, dalla nascita al termine del periodo di studi in Medicina a Heidelberg; la seconda inizia con il 28 giugno del 1951 quando la nave che lo conduce al di là dell'Atlantico giunge nel porto di New York.
Partendo dagli interessi adolescenziali indirizzati verso la grafologia e l'ipnosi, Ornstein scopre infine la psicoanalisi nel corso del primo anno del Gymnasium: una scoperta che avviene per merito di un suo compagno di studi, Zvi Goldberg, leggendo tre libri: L'interpretazione dei sogni di Freud, Thalassa di Ferenczi, e Il rito religioso di Theodor Reik. Superata l'esperienza traumatica della guerra (avendo perso l'intera famiglia nell'Olocausto), nel 1946, all'età di 22 anni, Ornstein entra nel percorso universitario di Medicina all'Università di Monaco, riuscendo successivamente a essere ammesso all'Università di Heidelberg: «A Heidelberg fui finalmente in grado di collegare la psicoanalisi alla medicina psicosomatica» (p. 79). Qui entra in contatto con importanti esponenti della psichiatria e della psicoterapia dai quali trae insegnamenti che lo arricchiranno per l'intera vita professionale. Con l'ingresso negli Stati Uniti si apre la “fase matura” della vita professionale di Ornstein: una fase che copre oltre mezzo secolo di storia della psicoanalisi americana, dal successo dei decenni postbellici alla progressiva medicalizzazione delle cure psicologiche. Nel libro questa fase è dettagliatamente ripercorsa dal capitolo quinto in avanti, iniziando con l'incontro con Maurice Levine presso il General Hospital di Cincinnati (Ohio) in cui Ornstein trascorre una parte significativa della sua vita professionale divenendo infine professore di psichiatria