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L'autore risponde alle critiche di Andrea Angelozzi e di Euro Pozzi al suo saggio in tema di pericolosità e controllo in psichiatria (Psicoterapia e Scienze Umane, n. 2/2017, pp. 285-306) ribadendo la necessità di un approccio alla questione che prescinda, almeno in una prima fase, dagli aspetti tecnici e giuridici e si concentri sulla richiesta di protezione che proviene da alcuni pazienti, sulla domanda se l'operare in psichiatria dopo la Legge 180/1978 implichi ancora compiti di controllo e, nel caso, sull'atteggiamento di fondo con il quale essi devono essere affrontati. Il mondo interno del paziente e la sua relazione con il mondo esterno sono entrambi oggetto della psichiatria, e sono aspetti così intrecciati tra loro da non poter essere affrontati separatamente.