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Nella storia della psichiatria ha avuto un'influenza determinante la fondazione, verso la seconda metà dell'Ottocento, della psicologia come disciplina scientifica autonoma. In questo contesto si colloca la questione della psicoterapia come complesso di tecniche e riferimenti teorici quale la conosciamo oggi. I rapporti tra psichiatria e psicoterapia sono stati da sempre a dir poco turbolenti. “Da sempre”, cioè dalla loro fondazione come discipline autonome, avvenuta, appunto, intorno alla seconda metà dell'Ottocento. Non ha aiutato a spegnere i fuochi la mancata risposta alla domanda cruciale su che cosa si debba intendere per malattia mentale (e quindi per la sua cura). Destinata a rimanere inevasa o senza un riscontro univoco, la domanda aleggia come ineludibile vizio d'origine sopra l'una e l'altra disciplina, in attesa del mai raggiunto accordo su quale sia lo specifico, quale l'identità intrinseca di ciascuna. Più semplicemente: che cosa distingue (e separa) la psichiatria dalla psicoterapia? Da questo nodo insoluto deriva la difficoltà di tracciare una linea di confine tra aree di competenza limitrofe e talvolta sovrapposte, e sorgono le divergenze sui fini e sui mezzi, sulla gestione degli interessi economici e politici implicati e sulle più o meno evidenti ricadute sociali. Sono questi alcuni dei termini di una sfida decisamente scomoda dalla quale, sinora, gli storici si sono prudentemente tenuti alla larga, offrendo nel migliore dei