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Perché la parola “psicoanalisi” è stata esclusa dal testo della Legge 56 del 1989? E puoi darci delle notizie sui retroscena psicoanalitici della formulazione della Legge?
È difficile essere sintetici su una questione come questa, perché ha molte implicazioni. Attraverso questa vicenda emerge una serie di responsabilità nel configurarsi della Legge. Ci sono diverse implicazioni, che partono dalla polemica dell'Ordine dei
Medici contro gli psicologi, quando cominciò a comparire sul mercato la questione della psicoterapia e ai medici e agli psichiatri interessava ancora, anche se il Presidente dell'epoca della Società Italiana di Psichiatria (SIP) la metteva già in secondo piano, facendola diventare una questione che riguardava solo gli psicologi. Egli riteneva che la psichiatria fosse qualcosa di medico-biologico, di neurologico, ricollegandosi così a tutta la tradizione italiana. Di fatto, sul piano delle questioni corporative, i medici dicevano “è cosa nostra, e gli psicologi non sono qualificati a fare psicoterapia”.
Sì, ma dobbiamo partire sempre da quello che è cambiato nella psicologia italiana con l'istituzione dei primi Corsi di laurea, perché solo in quel momento la psicologia diventava un fenomeno di massa e non era più un