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Morris Eagle colpisce ancora. Dopo la recente pubblicazione di due importanti testi, escono adesso questi due volumi collegati tra loro; l'Autore sta inoltre preparando un altro libro, di notevole interesse, in cui propone una riformulazione contemporanea e un rilancio della Psicologia dell'Io. Ma prima di recensire i due volumi appena usciti, vediamo di fare una ricapitolazione dei suoi precedenti scritti, quanto meno di quelli tradotti in italiano, dal momento che sarebbe impossibile menzionarli tutti. Tanti sono i libri da lui curati, e alcuni dei suoi innumerevoli capitoli di libri e articoli, circa una ventina, sono stati pubblicati nel corso degli anni su Psicoterapia e Scienze Umane, della cui redazione egli fa parte dal 1992. Il suo primo libro, del 1984, è La psicoanalisi contemporanea (Bari: ), recensito nel n. 4/1988 di Psicoterapia e Scienze Umane. Dopo una pausa di quasi trent'anni Eagle ritorna alla scrittura con due testi a distanza ravvicinata: Da Freud alla psicoanalisi contemporanea. Critica e integrazione, del 2011, e Attaccamento e psicoanalisi. Teoria, ricerca e implicazioni cliniche, del 2013 (tradotti dall'editore Raffaello Cortina di Milano rispettivamente nel 2012 e nel 2013, e recensiti nei numeri 1/2011 e 1/2014 di Psicoterapia e Scienze Umane - un brano del libro del 2011, dal titolo “La natura sociale della mente”, è stato anticipato nel n. 1/2011). Questo quindi è il suo quarto libro, e i due volumi di cui si compone - che l'editore Routledge ha concepito come indipendenti - rappresentano l'uno il companion book dell'altro: nel primo vengono discussi i concetti centrali della psicoanalisi “classica”, nel secondo quelli della psicoanalisi “contemporanea”.
Vediamo l'indice dei due libri, ciascuno dei quali discute quattro temi, in pochi ma lunghi e corposi capitoli. Nel primo, dedicato ai concetti centrali della psicoanalisi classica, dopo una introduzione che serve per entrambi i volumi e che spiega le motivazioni che lo hanno spinto a sc