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Scopo di questo lavoro di Daniel Hill, psicoanalista nonché fondatore e direttore del Centre for the Study of Affect Regulation di New York, è di esporre un modello clinico di terapia basata sulla teoria della regolazione affettiva, teoria di cui Allan Schore (con cui Hill collabora da tempo) è uno dei principali esponenti. Del volume infatti (curato nella sua edizione italiana da Renata Tambelli), Schore ha scritto la prefazione, lodandone chiarezza, capacità di sintesi e ricchezza di vignette cliniche, in particolare «quelle che danno un riflesso immediato del modo in cui i processi impliciti non verbali del cervello destro diventano espliciti nella relazione terapeutica» (p. 7). Dopo l'introduzione, utile per chiarire i concetti fondamentali, il libro è diviso in quattro parti. La prima, intitolata “Teoria del corpo-mente: regolato-integrato vs disregolato-dissociato”, è divisa in quattro capitoli. Il cap. I affronta lo sviluppo della regolazione affettiva all'interno della relazione di attaccamento, e il cap. II il modello degli stati del Sé intesi come «assemblaggi di un sistema centrale di regolazione affettiva e di cinque sistemi cognitivi (attentivo, percettivo, rappresentazionale, di memoria, riflessivo)» (p. 46); tali stati sono collocati lungo una polarizzazione che va da integrati (quando l'affetto è regolato) a dissociati (quando l'affetto è di disregolato). Nel cap. III sono descritti gli aspetti neurobiologici del sistema di regolazione affettiva e i ruoli delle diverse strutture coinvolte, mentre il cap. IV è dedicato al cervello destro in quanto sede dei processi cognitivi impliciti (o, per usare la terminologia psicoanalitica, inconsci).
La seconda parte (capitoli V-VII), intitolata “Teoria dello sviluppo. L'attaccamento sicuro e lo sviluppo della regolazione affettiva”, riassume la teoria dell'attaccamento classica (cap. V); descrive la mentalizzazione (cap. VI, p. 97), così come concettualizzata dal gruppo di Fonagy, intesa da Hill come sistema se