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Leggere Freud, dedicato a Michele Ranchetti, è un bel libro anticonformista che rompe la scorza di banalizzazioni e superficialità su Freud e la psicoanalisi, ne illustra il problematico statuto e fa brillare il suo oro, illuminando la prospettiva in cui colloca il soggetto, i suoi dilemmi rispetto all'oggetto, il rapporto con l'Altro, il drammatico modo di comparire dell'inconscio sacrilego (pp. 12 e 14). Tale repentina apparizione assomiglia molto al modo in cui, “bucando” i registri del quotidiano, può pararsi davanti a noi il reale come lo intende Lacan: il reale dell'inconscio stesso. Perché l'inconscio è detto sacrilego? Troviamo nel testo: «(…) l'insistenza di Freud sul sessuale (…) si basa su quel che intendeva per inconscio: la parte che sfugge al nostro controllo, e che si inserisce nelle nostre azioni e nelle nostre parole quasi come una blasfemia. L'inconscio è sacrilego. E bisogna dire (…) che se un'analisi va abbastanza avanti, si tocca un punto (…) che ha il valore di un atto o pensiero esecrabile difficile da ammettere, e che coinvolge il sessuale. L'interpretazione sessuale si impone proprio perché la sessualità, come la morte, è al di là di ogni interpretazione» (p. 14).
Ci viene ricordato che il mondo è per noi quello dei nostri oggetti, che non riusciamo a distinguere l'oggetto per noi dalla cosa in sé, che «per questo (…) facciamo soffrire la persona reale che è il nostro oggetto d'amore» (p. 99), che il narcisismo più che una personalità indica una forma di relazione (p. 88), e che non solo viviamo in un sogno ma nel sogno di un Altro. Infatti «il narcisismo è il fatto che l'Io amato dal soggetto sia l'oggetto amato dalla madre o dal padre - dall'Altro, per usare una terminologia lacaniana» (p. 87). E dunque «l'abilità dell'arte psicoanalitica consiste nel mostrare a un soggetto l'altro sogno, quello dentro il quale egli non suppone di vivere» (p. 100). Similmente, sappiamo chi ma non che cosa amiamo, odiamo, perdiamo: «L'intera arte psicoanalit