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Non avevamo pensato – parlo al plurale riferendomi al “Gruppo Milanese per lo Sviluppo della Psicoterapia” e ai colleghi che ne fanno ancora parte9 – di far precedere da una introduzione gli Atti di questo Congresso. Come per altri volumi di cui abbiamo curato la pubblicazione, ci sembrava che bastasse ottenere dall'editore la stampa integrale di quanto era stato possibile registrare, senza interventi redazionali. Si pensava a un documento da leggere anche, o soprattutto, in chiave storico-sociologica, o per lo meno di sociologia della conoscenza, per cogliere sia le linee di sviluppo del pensiero psicoterapeutico e dei suoi riflessi psichiatrici, sia la collocazione dei gruppi di potere, dei personalismi, dei livelli di approfondimento dei problemi. Per sistemare, insomma, il materiale confuso o ridondante. Fatto il Congresso, è cominciato l’iter delle proposte a vari editori perché si assumessero l'onere della pubblicazione. Era facile trovare disponibilità per la stampa di una cernita dei cosiddetti lavori o interventi “migliori”, ma non per una stampa integrale. In Italia questo era un reale problema di costi, precisazione necessaria in rapporto a un episodio che poi riferirò.