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Bruno G. Bara è professore emerito di Psicologia all'Università di Torino e un importante esponente del movimento italiano di terapia cognitiva, avendo diretto, tra le altre cose, le scuole di psicoterapia cognitiva di Como (Centro di Terapia Cognitiva [CTC]) e di Torino (Studio Torinese di Psicologia Cognitiva [STPC]). Al suo attivo ha vari libri e manuali, alcuni pubblicati dall'editore Bollati Boringhieri di Torino tra cui il Manuale di psicoterapia cognitiva (, segnalato sul n. 2/1998 di Psicoterapia e Scienze Umane), Scienza cognitiva , Pragmatica cognitiva , Il metodo della scienza cognitiva (, una seconda edizione di Scienza cognitiva, del ), Il sogno della permanenza , e il Nuovo manuale di psicoterapia cognitiva in tre volumi (I: Teoria; II: Clinica; III: Patologie). In questo libro espone alcune riflessioni sul problema della tecnica terapeutica. Prima di commentarlo, vediamone molto sinteticamente il contenuto – ovviamente senza poter fare giustizia dei tanti argomenti trattati – per poi accennare ad alcuni aspetti critici.
Dopo una prefazione vi sono sei capitoli. Nel cap. 1 (“Il tempo della terapia”) vengono fatte, tra le altre cose, alcune considerazioni sul tempo e sulla sofferenza dovuta al modo con cui ci rapportiamo a esso (la «psicologia postfreudiana» ad esempio sarebbe «schiacciata dalla tirannia del passato», p. 14), e viene differenziata una «psicopatologia basata su una visione realista» da una «psicopatologia basata su una visione costmttivista» (p. 14); secondo quest'ultima non sarebbero determinanti gli eventi “reali” in quanto tali ma il modo con cui vengono percepiti. Inoltre, in un paragrafo dal titolo “Il presente cambia il passato”, vengono fatte alcune considerazioni sul funzionamento della memoria, sottolineando come in terapia possano riemergere