You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Andrea Clarici è stato uno dei primi a introdurre in Italia il pensiero di Mark Solms (ne è stato fin dall'inizio il traduttore di riferimento) e con lui a propugnare la via dell'incontro tra neuroscienze e psicoanalisi: è alla sua passione e alla sua tenacia che dobbiamo questa bella raccolta di saggi, da poco pubblicata per i tipi di Raffaello Cortina di Milano.
Mark Solms è figura complessa e controversa all'interno del mondo psicoanalitico ufficiale, mi riferisco nello specifico all’International Psychoanalytic Association (IPA): se da un lato ne ricopre in questo momento la carica di presidente del Comitato per la ricerca (Research Chair) e se è l’Editor-in-Chief della Revised Standard Edition of the Complete Psychological Works of Sigmund Freud (un progetto nato nel 1991 e affidato a Solms dal 1995 - i 24 volumi che la compongono dovrebbero finalmente, dopo un cospicuo ritardo, vedere la luce nei prossimi mesi, ed essere poi seguiti dai quattro volumi de The Complete Neuroscientific Works of Sigmund Freud, pure curati da Solms), d'altra parte è anche il convinto assertore del possibile dialogo tra neuroscienze e psicoanalisi (posizione assolutamente minoritaria e alquanto osteggiata all'interno dell'IPA stessa), che ha sostenuto attraverso la fondazione e il continuo supporto del movimento neuropsicoanalitico, poi istituzionalizzato nella International Neuropsychoanalysis Society (alla cui fondazione ha preso parte lo stesso Clarici), di cui è attualmente co-chair insieme con Cristina Alberini.
Se inizialmente il movimento neuropsicoanalitico aveva catalizzato l'entusiasmo di molti tra i più eminenti neuroscienziati (tra cui Damasio, LeDoux, Kandel, Ramachandran, Sacks, Llinás) e psicoanalisti (tra cui Fonagy, Galatzer-Levy, Green, Kernberg, Modell, Widlöcher) alimentando la speranza di un dialogo aperto e cooperativo, ben presto, però, si profilò una fase di relativa crisi e disillusione, dovuta a molti fattori, tra cui anche la preminenza assunta da Jaak Panks