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Scopo di questa rubrica è quello di facilitare la verifica della coerenza tra prassi clinica e riferimento teorico, in modo che una particolare attenzione alle eventuali modifiche tecniche rispetto al riferimento teorico dichiarato e ai parametri introdotti nella situazione clinica possa evidenziare nodi teorici che richiedono ulteriore elaborazione e/o sistematizzazione.
La rubrica è costituita da:
Presentazione di un trattamento o di una situazione clinica secondo lo schema che l'autore riterrà più opportuno ai fini di esplicitare i propri riferimenti teorici (massimo 30.000 battute, spazi inclusi). La presentazione non dovrà contenere una rassegna della letteratura, né estesi approfondimenti teorici.
Interventi dei curatori della rubrica o da essi sollecitati per la discussione del caso (massimo 10.000 battute, spazi inclusi).
Interventi dei lettori e dibattito (massimo 6.000 battute, spazi inclusi). Chiuderà il dibattito un intervento dell'autore del caso clinico (massimo 10.000 battute, spazi inclusi).
Gli eventuali riferimenti bibliografici dovranno essere ridotti al minimo necessario e inseriti fra parentesi nel testo. Tutti i contributi vanno inviati come allegato per e-mail a <>, <> e <>. L'elenco di tutti i casi clinici pubblicati sulla rivista dal 1987 è alla pagina Internet .
Elisabetta Arfini presenta una storia clinica ricca e stimolante che nel suo dipanarsi offre la possibilità di riflettere su temi fondamentali del procedere psicoanalitico. Ho trovato, in particolare, che questa narrazione mette in luce la centralità, nel lavoro psicoterapeutico, dell'esperienza relazionale viva e autentica tra paziente e terapeuta, e che questo aspetto influisce su una declinazione del setting inteso più come una disposizione interna del terapeuta che come un insieme fisso di regole e procedure.