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Elliot L. Jurist insegna Psicologia e Filosofia al Graduate Center della City University of New York (CUNY). Coautore con Peter Fonagy, Mary Target e György Gergely dell'importante volume del 2002 Regolazione affettiva, mentalizzazione e sviluppo del Sé (Milano: Raffaello Cortina, ), in Tenere a mente le emozioni amplia e approfondisce alcune idee presentate nell'articolo “Mentalized affectivity” (Affettività mentalizzata) pubblicato nel n. 3/2005 di Psychoanalytic Psychology (la rivista di cui era direttore). A partire dalla descrizione delle “emozioni aporetiche”, caratterizzate dalla difficoltà a capire cosa si prova, che sostano in noi come stati mentali oscuri o confusi, vicini ai “sentimenti primordiali” descritti da Damasio (emergenti dal monitoraggio cerebrale degli stati corporei, precedenti altre emozioni specifiche e con valenza piacevole o dolorosa) (p. 27), l'Autore ci propone un viaggio nel regno dell'affettività mentalizzata, o mentalizzazione emotiva, ovvero l'abilità di sentire appieno utilizzando le nostre emozioni, di identificarle, modularle ed esprimerle; in definitiva, l'espressione “affettività mentalizzata” descriverebbe la capacità di comprendere i nostri sentimenti attraverso la storia e la memoria personale (p. 17).
Il volume si divide in due parti. La prima è composta da tre capitoli che affrontano: (I) la difficile abilità di identificare le emozioni; (II) l'arte della modulazione emotiva, con una interessante visione critica del concetto di “regolazione” (a cui si preferisce appunto quello di “modulazione”), le cui fondamenta sociali, culturali e politiche sembrano coincidere con l'ascesa del neoliberismo per l'enfasi data a comportamenti di socializzazione e autodisciplina, considerati adattivi in determinati ambienti educativi (p. 75); (III) l'espressione delle emozioni. Ogni capitolo è arricchito da informazioni sugli strumenti di misurazione del costrutto descritto, da brevi vignette cliniche, e soprattutto dalla presentazione di alc