You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Che cosa è la diagnosi? Come, quando e perché si riceve una diagnosi, e da chi? Può una diagnosi cambiare il sentimento di sé di una persona, modificare in maniera anche sostanziale il modo di vedere se stessi e gli altri e, in definitiva, di vedere e sentire il mondo? L'Autore prende in esame un atto apparentemente semplice e quasi naturale (tutti riceviamo una diagnosi in un momento o in un altro della nostra vita) e tutti si aspettano di fronte a certe figure professionali - il medico, ad esempio - di ricevere una diagnosi: un'informazione che porta con sé una quantità di aspetti e che è a sua volta inserita almeno nella complessità della relazione tra professionista-diagnosta (medico, psichiatra, psicologo) e cliente-paziente.
Nel processo della diagnosi come in quello della terapia si condensa l'essenza stessa dell'atto del prendersi cura dell'altro per mezzo di un'operazione di conoscenza e di interpretazione che è, al contempo, un conoscere-attraverso e un conoscere-verso. E nel discorso sulla diagnosi non può mancare un approfondimento sul colloquio di assessment psicologico o psichiatrico, sulla intake interview, quell'atto interpersonale in cui si prende contatto con una persona fino a poco prima sconosciuta che, giunti al termine del processo di interazione, dovrà essere in qualche modo e misura conosciuta, almeno secondo determinati parametri. Si pensi che in medicina «il tempo a disposizione per una visita (…) può arrivare a meno di dieci minuti» (p. 62) e che anche in psichiatria vi sono suggerimenti per portare a termine un colloquio diagnostico nel volgere di una manciata di minuti.
Ma la diagnosi, come sappiamo, è un processo bipersonale in cui il diagnosta, che è stato ed è anche un po’ paziente-cliente, incontra un soggetto che - se osservato e ascoltato realmente - può essere anche un ottimo diagnosta (di se stesso). E sarebbe buona cosa cercare di capire non soltanto la psicopatologia ma lo stile di personalità del paziente; in parallelo, al diagn