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Partendo da un riferimento di Freud al conoscitore d'arte Giovanni Morelli, contenuto ne Il Mosè di Michelangelo (1913), si argomenta che la nascita del paradigma indiziario in psicoanalisi, che Freud sviluppò soprattutto nella Psicopatologia della vita quotidiana (1901), è debitrice del metodo che Morelli sviluppò vent'anni prima della nascita della psicoanalisi. Si mette in evidenza anche l'analogia tra lo stile narrativo di Morelli e quello che Freud adottò nella Psicopatologia della vita quotidiana, il testo nel quale appare più evidente l'influenza della recente lettura di Morelli.