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Jean-Luc Donnet, membro della Société Psychanalytique de Paris, di cui ha diretto il Centre de Consultation et de Thérapie Psychanalytique (CCTP), è autore internazionalmente noto per i suoi lavori sul processo analitico. Benché in Italia sia conosciuto soprattutto per aver introdotto con André Green, ormai mezzo secolo fa, la nozione di “psicosi bianca” (La psicosi bianca: psicoanalisi di un colloquio . Roma: Borla, ), a differenza di molti che, di fronte alle sfide contemporanee si sono dedicati soprattutto allo sviluppo di nuovi paradigmi teorico-clinici, Donnet ha privilegiato la dialettica processo/procedimento analitico versus metodo di cura (Verfahren e Behandlungsmethode nella distinzione posta da Freud nel 1922 in Due voci di enciclopedia); non stupisce che i suoi contributi maggiori (Surmoi I: le concept freudien et la règle fondamentale. Paris: PUF, 1995 e Dire ce qui vient: association libre et transfert. Paris: PUF, ) siano rivolti alla regola fondamentale, che per Donnet, lungi dall'essere una consegna impossibile, attiverebbe paradossalmente la funzione analizzante/terzizzante propria della situazione analitica.
Il suo sforzo di riprendere e riattraversare lo “scarto” teorico-pratico prodotto dalla scoperta freudiana dall'inconscio (su questo tema si veda ad esempio il numero monografico 9/2017 “Cura e situazione psicoanalitica” della rivista Notes per la psicoanalisi, in cui è compreso un contributo dello stesso Donnet sulla neutralità analitica) rappresenta dunque un apporto originale fondato sulla “coppia freudiana” libere associazioni/attenzione liberamente fluttuante (così definita da Bollas ne Il momento freudiano. Milano: FrancoAngeli, ) in connessione con la concezione winnicottiana della psicoanalisi come gioco. Su questa falsariga, in una delle sue opere più note, Le