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Non è sufficiente dire, come sostiene lo stesso Autore, che Storicizzare Freud costituisca «il momento più maturo» (p. 13) del lungo confronto che ha impegnato Luigi Antonello Armando (psicoanalista ed ex-docente universitario di Psicologia dinamica) con il pensiero e l'opera di Freud. Infatti, il complesso volume che mi accingo a presentare raccoglie, nei suoi scritti a sfondo psicoanalitico (cinque dei quali già pubblicati su Psicoterapia e Scienze Umane, rispettivamente nei numeri 2/2009, 4/2010, 2/2011, 1/2013 e 3/2018), un insieme di postulati e riferimenti che coinvolgono anche studi sul Rinascimento e sulla filosofia greca, e la cui combinazione avviene in modo tutt'altro che scontato. Il libro costituisce l'estensione, per certi versi, di quanto già avanzato nel precedente libro di Luigi Antonello Armando & Marianna Bolko, Il trauma dimenticato. L'interpretazione dei sogni nelle psicoterapie: storia, teoria, tecnica (Milano: FrancoAngeli, ), proponendo la necessità di riconsiderare l'identità della psicoanalisi a partire dal racconto storico delle sue origini. Per Armando infatti, i convenzionali approcci alla storiografia psicoanalitica si sono a oggi rivelati insufficienti e in parte fuorvianti, o perché troppo impegnati a insistere su aspetti oscuri della personalità di Freud, o perché eccessivamente invischiati nel bisogno di stabilire la validità scientifica della psicoanalisi. A questo improduttivo bivio, assimilabile in tutto e per tutto al falso movimento del dubbio ossessivo (cfr. p. 25), Armando sostituisce una terza e inedita via che propone di rapportarsi alla psicoanalisi attraverso la definizione della sua realtà storica, ovvero prescindendo dalla preoccupazione di stabilire se i suoi asserti siano veri o meno per chiedersi invece quali funzioni abbiano svolto questi ultimi «nel contesto della storia della cultura» (p. 11) occidentale.