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Con questo volume sul DSM-5 l'editore Giunti inaugura una nuova collana dedicata alla psichiatria e curata da Filippo Di Pirro, psichiatra e psicoterapeuta fiorentino, già psichiatra militare impegnato in attività cliniche, medico-legali e formative. Nell'ampio panorama dei testi che ruotano intorno al DSM-5 e che ne trattano ogni genere di applicazione, questo della sessantaduenne Sophia F. Dziegielewski, uscito tre anni fa in terza edizione e ora nella prima edizione italiana, e tradotto in diverse lingue, è di interesse soprattutto per la chiarezza espositiva dei concetti che sono posti lungo il continuum diagnosi-trattamento e che sono arricchiti da numerosi casi esemplificativi e suggerimenti applicativi.
Rispetto all'edizione precedente, uscita nel dicembre 2014, questa si distingue per la maggiore attenzione dedicata ai programmi terapeutici e, in specie, a quelli evidence-based; inoltre sono state approfondite le tematiche inerenti il “fare assessment” e la diagnosi differenziale, sulla base della matrice che collega il DSM-5 all'ICD-10. Come le precedenti edizioni, molto spazio è dato ai supporti operativi che possono essere impiegati dai practitioners al fine di ottenere una migliore accuratezza diagnostica che si traduce (o si può tradurre, auspicabilmente) in un più preciso piano terapeutico. Anche se la mole del testo può spaventare il lettore, si deve precisare che si tratta di un volume di agevolissima e rapida consultazione; ogni capitolo si chiude con la Bibliografia e un utilissimo Sommario, e i primi quattro capitoli presentano pure una sezione dal titolo “Questioni su cui riflettere” (ad esempio, la prima questione chiama in causa il significato e la declinazione operativa di concetti quali diagnosi, valutazione e valutazione diagnostica). La Parte I, in cui sono inseriti i primi quattro capitoli, aiuta il lettore a comprendere “come” utilizzare al meglio l'architettura del DSM-5; sono qui esplicitate le nozioni che pongono le basi per una valida