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In ambito psicoanalitico, Christopher Bollas è considerato uno degli autori maggiormente conosciuti e letti, oltre a essere molto prolifico. A p. 278 del n. 2/2011 di Psicoterapia e Scienze Umane sono stati segnalati tre suoi lavori (Il momento freudiano. Due interviste di V. Bonaminio a C. Bollas e altri scritti. Milano: FrancoAngeli, 2008; La domanda infinita. Tre casi clinici . Roma: Astrolabio, ; Il mondo dell'oggetto evocativo . Roma: Astrolabio, ) e sul numero speciale del Cinquantesimo Anniversario della rivista (3/2016) è pubblicato il suo sintetico contributo. È di nascita statunitense ma con anche cittadinanza inglese, ha una formazione umanistica, ha affiancato l'interesse per la letteratura alla psicoterapia e alla psicoanalisi intraprendendo il training negli Stati Uniti a Oakland (California) e poi alla Tavistock Clinic di Londra. Ha svolto attività di docente all'Istituto di Neuropsichiatria infantile della Sapienza Università di Roma e collaborato con diverse istituzioni psicoanalitiche in Europa.
In questo suo ultimo scritto, uscito pochissimo tempo dopo la ristampa de L'ombra dell'oggetto. Psicoanalisi del conosciuto non pensato, del 1987 (Milano: Raffaello Cortina, , 2018), Bollas propone un saggio di “psicologia politica”, ovvero «una psicologia tramite la quale analizzare la psicodinamica della cultura nel qui e ora» (p. 17). Egli sostiene che lo stimolo a cimentarsi con questo argomento proviene da recenti vicende come l'elezione di Trump negli Stati Uniti, l'ascesa di Marine Le Pen in Francia e il voto per la Brexit in Inghilterra. Partendo da questi fenomeni, con questo testo egli intende guardare alla storia del secolo appena trascorso per individuare e trattare alcuni temi che gli stanno particolarmente a cuore e che espone nei 15 capitoli del libro.
La sua tesi di fondo è che attualmente stiamo scontando un lutto non risolto per la Grande guerra del 1915-18. Questo avrebbe determinato una massiccia “scissione” nella mente dell'uomo occidenta