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Con questi due volumi l'editore Mimesis inaugura “Laplanchiana”, collana che ripubblica alcuni dei più importanti saggi di psicoanalisi di Jean Laplanche (1924-2012), direttore scientifico delle Œuvres complètes de Freud e, in particolare, autore insieme a Jean-Bertrand Pontalis dell'arcinota Enciclopedia della psicoanalisi . Entrambi i libri trasmettono il fervido essenzialismo che distingue l'Autore dalla più generale eterodossia post- e neo-freudiana: a oltre cento anni dalla sua fondazione, per Laplanche, i segreti e i meccanismi di volta della psicoanalisi giacciono ancora tutti tra le righe della metapsicologia, cosicché il lavoro dei successori di Freud non consiste che nella perpetuazione o, tutt'al più, nella ponderata revisione di quest'ultima. Nello specifico, l'ambizioso proposito di Nuovi fondamenti per la psicoanalisi è quello di «mettere alla prova fino ai fondamenti tutta l'esperienza analitica» (p. 5): contro l'ipotesi di un declino irreversibile della psicoanalisi, ma pur concedendo che una parte di essa abbia inesorabilmente «ceduto agli effetti della moda» (7), Laplanche propone un re-inquadramento dialettico dell'opera freudiana in cui la “novità” non implichi necessariamente il “rinnovamento” o la confutazione, ma un assennato lavoro critico sul lascito del padre della psicoanalisi. La prima delle tre parti del libro, “Catartica”, intende compiere uno «sgombero epistemologico» (p. 93), interrogando il modo in cui si potrebbe riproporre oggi la «questione dei fondamenti» (p. 23): attraverso l'individuazione di quattro campi scientifici nevralgici alla psicoanalisi (biologia, preistoricismo, meccanicismo e linguistica), l'Autore questiona, da un lato, il controverso rapporto tra quest'ultima e la psicologia e, dall'altro, la pertinenza dell'osservazione e dell'inferenza nella situazione psicoanalitica infantile. Nella seconda parte, “Fondamenti”, Laplanche presenta la categoria dell'originario, qualcosa di «universale» e «ineluttabile» (p. 93), e