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Nel 2016 la “Società Tedesca di Psichiatria, Psicoterapia e Psicosomatica” (DGPPN) ha organizzato una mostra itinerante sul coinvolgimento della psichiatria tedesca nella pratica nazista di sterilizzazione e/o eliminazione di persone schedate come incompatibili con il progetto eugenetico del Terzo Reich. Per iniziativa della dr.ssa Annelore Homberg e del NetforPP Europa, in collaborazione con la Società Italiana di
Psichiatria (SIP), e con il sostegno dell'Ambasciata di Germania a Roma (che ha finanziato la ristampa di questo fascicolo), la mostra, corredata dalla sezione indicata nel titolo, è stata portata in Italia. Inizialmente ospitata, nel marzo 2017, presso il Vittoriano di Roma, ha poi proseguito il suo iter in varie città. Il testo che l'accompagna e di cui si dà qui notizia ripropone le tappe del percorso di realizzazione di quel progetto eugenetico. Dopo una sintetica esposizione dei suoi presupposti storici e teorici, esso presenta forme e momenti della sua attuazione pratica: l'indagine sul patrimonio ereditario condotta dagli Uffici sanitari pubblici e i moduli approntati dai medici dell'Ospedale di Alsterdorf per individuare i soggetti da sottoporre a sterilizzazione forzata; l'Operazione T4 che si svolse tra il 1939 e il 1940 intesa a schedare per poi eliminare decine di migliaia di malati psichici e disabili (per una descrizione dettagliata di questa operazione, chiamata Aktion T4, si veda l'articolo di Marcella H. Ravenna a pp. 329-348 del n. 2/2013 di Psicoterapia e Scienze Umane); l'esistenza ad Hartheim di un apposito centro di uccisione; il fatto che a tale operazione presero parte attiva medici, psichiatri, neurologi e professori universitari di discipline mediche. L'orrore di tutto ciò viene reso vivo e tangibile per mezzo non solo di parole, ma anche di immagini e di drammatici esempi emblematici di esperienze di vita di persone reali: un Wilhelm Werner sordomuto sottoposto a sterilizzazione forzata; una bambina, Irma Sperling, dichiarata