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Il libro Vittime, vendetta e perdono. Trattamento del trauma individuale e collettivo, già tradotto in altre lingue, offre ora anche al lettore italiano un importante contributo di riflessioni ed esperienze a chi nella pratica clinica si confronta con il trattamento di soggetti che hanno subìto gravi traumi.
Gli Autori di questo volume affrontano un tema rilevante nella nostra epoca: è possibile elaborare traumi psichici che toccano i singoli ma travalicano nell'intera collettività? Come essere di aiuto al singolo quando la ferita tocca il cuore della convivenza civile? Una prima risposta contenuta nel libro è cosi sintetizzabile: vi sono condizioni traumatiche in cui la violenza subìta dal singolo è sempre anche un trauma sociale perché tocca inevitabilmente la relazione con l'altro. La psicoterapia psicodinamica e il gruppo sono gli specifici riferimenti di lavoro sia teorici che di setting per i tre Autori.
Nel libro viene specificato che la riparazione delle relazioni (p. 256) è il motivo principale per il quale le persone richiedono un trattamento psicoterapeutico, e il problema che intendono risolvere è spesso associato a sentimenti di tradimento o di vittimizzazione. Già da questa formulazione è chiaro come il modello teorico condiviso dagli Autori rientri in quelle che Morris Eagle (Da Freud alla psicoanalisi contemporanea. Critica e integrazione . Milano: Raffaello Cortina, 2012) colloca tra le “teorie psicoanalitiche contemporanee”, secondo cui la funzione della mente è quella di formare e preservare i legami con gli altri. Se in fondo tutte le richieste di aiuto