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Qualcuno potrebbe avanzare delle obiezioni di fronte alla segnalazione di un libro sugli UFO in una rivista di cose psy. Se però ci soffermiamo un momento a riflettere, ci appare in tutta sua evidenza il fatto che gli UFO, e i loro derivati o predecessori, appartengono di diritto all'immaginario di tutti noi. Gli UFO hanno influenzato le nostre letture di ragazzi e poi di adulti, per non parlare dei giochi di suspence fatti da bambini (“arrivano i marziani!”).
Riccardo Gramantieri è già noto ai lettori di Psicoterapia e Scienze Umane, dove sono comparsi tra il 2015 e il 2018 tre suoi articoli, tra l'altro ben distanti per argomento dal libro che andiamo a segnalare. I loro riferimenti: “Da Ferenczi a Reich: analogie tra fisica e psicoanalisi” (1/2015, pp. 59-70); “Leonardo, Schreber e il ‘caso’ Freud: un'ipotesi di identificazione” (4/2015, pp. 573-588); “Freud e la rimozione dell’Edipo a Colono” (3/2018, pp. 435-448).
Con Fenomeno UFO Gramantieri ci offre un singolare spaccato socioculturale dell'America del dopoguerra, con le sue paure, le sue inquietudini, i suoi conformismi. Non è un libro di storia, né di filosofia, sociologia o psicologia sociale, ma è tutte queste cose insieme. Il periodo preso in considerazione va dal 1947 al 1961. Parafrasando Hobsbawm, egli lo chiama il “decennio lungo” degli UFO, collocando in quegli anni il boom dell'ufologia e il suo declino. Alla domanda “perché gli UFO?”, l'Autore ci riporta allo spirito di una nazione - gli USA - stremata dal conflitto mondiale e dalla messa in crisi dei valori sicuri su cui si era fondata sino ad allora. Le bombe atomiche sul Giappone smentiscono la supposta bontà della tecnologia e l'Olocausto mina l'adesione alle religioni tradizionali. La sovrapproduzione industriale apre a un consumismo senza freni. Di lì a poco, ormai in piena guerra fredda, si sarebbe scatenata la risposta, da un lato con la caccia maccartista alle streghe comuniste e la riattivazione dei pregiudizi razziali e, dall'altro, con l