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Psichiatra e specialista in pediatria, Daniel Siegel si avvicina al suo sessantesimo compleanno avendo svolto un'importante carriera di clinico, ricercatore e docente, con alle spalle numerosi lavori significativi, molti dei quali tradotti in italiano - vedi la segnalazione de La mente relazionale. Neurobiologia dell'esperienza interpersonale, a pp. 131-132 del n. 4/2001 di Psicoterapia e Scienze Umane. Chi già conosce l'itinerario di Dan Siegel non sarà sorpreso da questo saggio sulla meditazione che affonda le radici nella convinzione che la mente non coincide con l'attività cerebrale e che il cervello stesso modifica i propri circuiti attraverso la dimensione delle relazioni interpersonali. «Non siamo soltanto il nostro corpo, né soltanto il nostro cervello» (p. 90), e per comprendere realmente l'esperienza soggettiva - sulla base delle scoperte neurofisiologiche e delle ricerche empiriche - la pratica della presenza e la mindfulness indicano una strada per sviluppare la consapevolezza di se stessi. La particolarità dell'opera di Siegel (professore di Psichiatria presso la School of Medicine della University of California, Los Angeles [UCLA]) è aver coniugato riflessioni e intuizioni teoriche di rilievo con un incessante impegno nel proporre “pratiche” di facile accesso e di utilizzo concreto per i pazienti e per i partecipanti ai suoi seminari di formazione. L'edificazione della cosiddetta neurobiologia interpersonale rappresenta la cornice entro la quale si muove il percorso concettuale dell'autore fin dalla fine degli anni 1990. Il contributo che Siegel ha offerto in tal senso è da individuare nella visione integrata e dinamica delle strutture e funzioni cerebrali viste in costante relazione mutativa ed evolutiva con il mondo dei rapporti sociali (vale a dire l'essere umano in quanto essere relazionale). Per illustrare tali interconnessioni, e gli effetti pratici delle stesse, Siegel ha investito tutto se stesso lavorando come clinico e docente-formatore, e pu